Per chi possiede un piccolo bilocale in una città d'arte o universitaria (Firenze, Roma, Bologna, Milano, Venezia), negli ultimi mesi il quadro degli affitti brevi turistici è cambiato radicalmente:
- Obbligo di CIN (Codice Identificativo Nazionale) esposto fuori dallo stabile e in ogni annuncio online, con requisiti obbligatori di estintori e rilevatori di gas/monossido.
- Stop alle Keybox e al self check-in da remoto: con la circolare del Viminale sull'identificazione *de visu* degli ospiti, se non abiti vicino all'appartamento saresti costretto a pagare un'agenzia di *property management* che potrebbe trattenere il 25% – 30% più IVA sull'incasso lordo.
- Cedolare secca salita al 26% a partire dal secondo immobile locato a breve, più le commissioni dei portali (15–18%).
Facendo i conti carta e penna al netto di pulizie, bollette, agenzia e tasse, un contratto di locazione residenziale a canone concordato 3+2 (o per studenti universitari) con cedolare secca agevolata al 10% e riduzione IMU del 25% rende ormai quasi uguale con zero stress giornaliero.
>>3114
Ho fatto esattamente questo calcolo a settembre sul mio bilocale a Bologna: con l'affitto breve il fatturato lordo sembrava alto, ma tolto il 18% del portale, le bollette invernali, la lavanderia e il 26% di cedolare, mi rimaneva in tasca meno di un canone concordato 3+2 tassato al 10%.
Il problema del lungo termine in Italia resta sempre la tutela in caso di morosità: per questo molti proprietari quando passano dal turistico al 3+2 o al transitorio chiedono una fideiussione bancaria o affittano a specializzandi di medicina e trasfertisti con contratto aziendale.
E intanto nei centri storici si vedono già i primi proprietari che avevano comprato a debito solo per fare affitti brevi con le *keybox* rimettere gli appartamenti in vendita perché non riescono a gestire i check-in di persona.
ArchitettoMilano!seTxFuOC | ID: 726e8b86 | No. 3117 | 2026-10-27 18:09:47